Piscine termali in Giappone e loro origini

Queste fonti termali che hanno dato origine a piscine naturali tramandano una storia antichissima  in Giappone; gia’ nel 1600, un gruppo di monaci buddisti censi’ ben 2337 sorgenti di acqua calda.

Le piscine naturali sono situate principalmente in zone vulcaniche e sismiche e vengono usate anche per sfruttarne l’energia geotermica ed alimentare numerose abitazioni.

Alcune di queste vasche hanno mantenuto l’aspetto naturale mentre, per altre, e’ visibile l’intevento dell’uomo, senza pero’ alterarne le caratteristiche naturali.

La tradizione del bagno collettivo ha origini religiose, dato che l’immersione ha un valore importantissimo nel rito di purificazione buddista.

Nel tempo, questi bagni collettivi hanno poi costituito il fulcro di feste tipiche del luogo, come il bagno di metà inverno o festa di primavera.
In queste occasioni, le vasche ed i loro dintorni vengono addobbate con fiori e nastri colorati per evidenziare la ricorrenza.

Il Giappone e’ sempre stato all’avanguardia negli studi relativi ai benefici dei bagni termali; nel 1932, fu fondato l’Istituto di Balneoterapia e, nel 1948, venne promulgata una apposita legge detta “Legge sulle fonti termali”.

Oggi, moltissime università sono dotate di centri di ricerca e la maggior parte dei presidi ospedalieri sorge in prossimita’ di queste fonti, dato che in questo paese si ritiene che molte patologie possano essere curate o mitigate da queste cure termali.

Seguendo queste tradizioni, anche molti hotels e resorts di lusso hanno scoperto il fascino che queste piscine esercitano sui clienti, perlopiu’ stranieri.

Va ricordata, in particolare, la Kusastu Hot Spring nel nord del Giappone, che e’ la sola ad essere alimentata da particolari acque minerali che mantengono costantemente la temperatura di 48 gradi centigradi.

Condividi l'articolo con i tuoi amici: